Cascina Roccafranca

L’arte di costruire lo spazio comune:

grande partecipazione e tanti spunti di riflessione al convegno nazionale che si è tenuto il 26 e 27 novembre 2009

Il convegno nazionale L'arte di costruire lo spazio comune - la partecipazione dei cittadini nelle comunità locali, organizzato dalla Fondazione Cascina Roccafranca, dal Gruppo Abele e da Animazione Sociale è risultato un momento cruciale del percorso compiuto dalla Cascina Roccafranca, inaugurata il 17 maggio 2007 nel quartiere Mirafiori Nord.

Più di 250 persone, provenienti oltre che da realtà torinesi e piemontesi, da Milano, Bergamo, Trento, Piacenza, Bologna, Rimini, Perugia, Palermo hanno partecipato alle due giornate di scambio e confronto sulle loro esperienze e sul perché e come costruire in modo partecipato ambienti che possano qualificarsi come spazi comuni.

Dopo l’intervento dell’Assessore all’Integrazione Ilda Curti, che ha illustrato l’evoluzione dei progetti delle periferie urbane e del Presidente della Circoscrizione Andrea Stara che ha evidenziato il contesto locale nel quale opera la Cascina Roccafranca, è stata presentata dagli ospiti spagnoli l’esperienza di un distretto del comune di Barcellona, in particolare delle strutture pubbliche di Cotxeres de Sants e Casinet d’Hostafrancs, in cui si realizza un progetto culturale unitario di partecipazione di cittadini, gruppi, associazioni del quartiere, diventato, per storia e qualità delle iniziative proposte, punto di riferimento per tutta la città e non solo. Gli ospiti inglesi hanno invece descritto la realtà dell’Housing Estate and Valley Social Centre di Brighton, un grande edificio situato nel quartiere di Whitehawk, nella periferia nord est, zona che in passato ha subito un isolamento sociale dal resto della città, anche per via della posizione geografica, e i cui spazi possono essere utilizzati da associazioni e soggetti del territorio per attività polivalenti.

La riflessione è stata notevolemente arricchita dagli interventi dei tre relatori. Francesco Indovina ha sottolineato la differenza tra spazi pubblici e spazi comuni e come questi ultimi si qualificano come luoghi dove avvengono relazioni che diventano occasione per costruire la collettività e in cui la conflittualità sociale può essere vissuta come elemento positivo. Giuseppe Lavanco ha evidenziato le caratteristiche del Welfare Community e di come in esso si determina l’incontro tra parti sociali, istituzioni, associazioni, cittadini: tutti questi soggetti devono prendersi in carico globalmente, non solo per la loro parte, la responsabilità del cambiamento della comunità stessa. Ennio Ripamonti ha parlato della crisi del Welfare State in termini non economici ma di consenso, e ha compiuto un excursus sull’esperienza delle reti sociali e del valore costruttivo del “fare insieme” che le caratterizza, dando poi una definizione di “nuove gruppalità” che si muovono su interessi specifici.

In conclusione Franco Floris, Gruppo Abele, ha ben illustrato il senso ed i vari significati che connotano l’esperienza della Cascina Roccafranca. «La ricerca di uno spazio comune fisico ma anche antropologico - spiega Franco Floris- deriva dalla necessità di uscire dall'individualismo e dalla solitudine. Servono luoghi in cui costruire nuova democrazia, in cui rigenerarsi attraverso l'interazione e la collaborazione con gli altri. Luoghi in cui trovare spazio e opportunità per 'fare' concretamente, ma anche per 'stare', fermarsi a conoscere quei mondi diversi da me che sono gli altri, uno spazio di contenimento delle nostre fatiche e di riscoperta della felicità». In questo senso, l'esperienza della Fondazione Cascina Roccafranca è cresciuta e si è sviluppata nei suoi primi due anni di attività, grazie all'apporto di reti di associazioni e singoli cittadini, che tutti insieme hanno contribuito a farne un luogo aperto e di condivisione, in cui «è sacro 'non comandare', non voler primeggiare, ma tornare a scoprire che 'essere io' o 'essere noi' è la stessa cosa, smettendo di avere paura di avvicinarsi agli altri. La Cascina, anzi, le tante 'cascine' che sapremo creare – prosegue Floris – realizzano un nuovo modello di socialità, che risponde a quel bisogno di dialogo e di convivenza che le persone oggi sentono dentro di sé». Un dialogo, che se instaurato e coltivato può rispondere in una maniera diversa e originale a quei sentimenti di insicurezza sociale e di imbruttimento dei rapporti civili che sembrano assediare le nostre città.

In conclusione del convegno tutti i partecipanti hanno manifestato apprezzamento per la qualità degli interventi, che hanno sicuramente alimentato interesse e stimolo a migliorare su alcuni aspetti degli ambiti di lavoro di ciascuno.

Gli atti del convegno saranno pubblicati presumibilmente sull'inserto di Animazione Sociale del mese di Marzo/Aprile 2010.

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